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Una mini-torta all`arancia per ricostruire..

DSC_2503La stagione è quella giusta, il bisogno di colore anche, le ricette in giro molte e i ricordi collegati ad una molliccia torta all`arancia all`orientale di Koriat mangiata a Weimar mi solleticavano a farne una anch`io.

Poi, dopo aver sfogliato il libro “Ricette per ricominciare” (Quaranta autori in cucina per la ricostruzione del centro Italia) edito da ali&no editrice di Perugia, ne ho trovato ancora un`altra versione, e quindi in questi giorni, ho proprio sentito il bisogno di provare la mia versione.

Come sempre ho cercato di mettere insieme spunti provenienti da molte ricette diverse, ma come base ho usato la ricetta che Dina mi aveva dato molto tempo fa. Insieme a Dina e a molte altre fantastiche persone, abbiamo ideato, realizzato e portato avanti per anni  la “Sagra del Picchiarello” a Configni. Per la nostra festa finale Dina ha sempre fatto una superba torta al limone con crema al limone. Partendo da quella ricetta oggi ho realizzato la mia versione della torta all`arancia, fatta con farina del nostro farro BIOLOGICO e la ricetta è qui di seguito.

Cosa serve:

2 uova

60 g di burro

1 tazza (SIC!) di zucchero

1/2 tazza di latte

2 tazze di farina (di cui una 00 e und del nostro farro BIO

1 arancia BIO buccia e succo

1 cucchiaino di lievito per dolci in polvere

Come si fa:

sbattere (o montare) 1/2 tazza di zucchero con il burro e separatamente l`altra 1/2 tazza di zucchero con le 2 uova. Aggiungere la farina, il latte, la buccia grattuggiata e il succo dell`arancia.  Aggiungere il lievito e  mescolare bene.

Mettere il miscuglio in una tortiera ben unta di burro oppure in piccole formine per gugelhupf (ciambella) oppure da muffin.

Io ho usato 3 formine da gugelhupf di ceramica colorata che avevo comprato secoli fa in una città dell`Alsazia piena di negozietti, pieni a loro volta di cosette gnè-gnè, e poi anche la teglia da 12 muffin. Nella teglia ho messo sotto, prima dell`impasto, delle fettine d`arancia, che, tagliate con la buccia, avevo fatto cuocere con acqua e zucchero per circa un`ora a fuoco basso. Sono venute delle piccole crostatine rovesciate all`arancia un sacco buone a chi piace il sapore deciso dell`arancia.

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Il liquido di cottura delle fettine di arancia può essere colato direttamente sopra alle tortine/crostatine o mescolato con un pò di zucchero vanigliato, per una decorazionepiù interessante.

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La torta al farro con le cosce delle monache

Ceste piene di cosce delle monache erano il bottino che da piccola, alla fine dell`estate, zio Nardo portava sempre a casa su dal campo. Erano tante, oblunghe, scure fuori  e inaspettatamente asprigne dentro. La loro abbondanza e quel sapore non invitante facevano sì che rimanessero a lungo nella cesta e poi finissero in extremis ed inevitabilmente in marmellata. Così come inevitabilmente in marmellata finivano gli altri innumerevoli chilli di prugne più dolci e più buone, marmellata che era l`unica utilizzata durante tutto l`anno per le crostate.

Altrove l`abbondanza sfacciata di frutta non è proprio scontata e succede, in questo altrove dove ora mi trovo, che le prugne vengano celebrate ovunque con grande piacere alla fine dell`estate  e trasformate prontamente in decorazione di torte pomeridiane.

Noi di podere1959 abbiamo alcuni alberi di prugne e di cosce delle monache che in abbondanza ci regalano i propri frutti.

Per scongiurare la produzione infinita di marmellata di prugne, abbiamo deciso di regalarci una torta semplice e golosa, per una merenda sana e autoprodotta, con mandorle e farina del nostro farro .

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Ingredienti:

500 g di cosce di monache (o di prugne) lavate, snocciolate e tagliate in quarti

200 g di farina 00 e 200 g di farina di farro (ottenuta frullando a lungo il farro nel frullatore, con ripetute pause, per non farlo surriscaldare)

180 g di zucchero

80 g di burro (più quello necessario per imburrare la teglia)

2 uova + 1 tuorlo

1 bicchiere di latte

80 g di mandorle frullate grossolanamente

1 bustina di lievito

Mescolare lo zucchero ai tuorli d’uovo e unire il burro dopo averlo sciolto.

Aggiungere le farine e continuando a mescolare unire il latte, gli albumi montati a neve, le mandorle frullate grossolanamente.

Versare l’impasto in una tortiera abbondantemente imburrata e decorarne la superficie con i quarti di prugne.

Far cuocere in forno a 180° per circa 45′.

Mi chiedo soltanto adesso perchè una parte di quell`abbondante raccolto, invece di divenire l`onnipresente marmellata, non sia stato mai, almeno parzialmente, trasformato in prugne secche, che erano il compagno segreto di nonna Anna nelle sere d`inverno, arrivato inscatolato dalla lontanissima California..

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Tortine di mele alla farina di farro

Di domenica pomeriggio, quando fuori è grigio e il buio arriva presto, quando il buio da qualche altra parte è arrivato inaspettatamente, l`unica cosa che sembra importante è stare a casa raggomitolati e pensare al presente.
All`ora del tè ho preparato delle tortine alle mele con la farina di farro autoprodotta, frullando in nostro farro ripetutamente nel frullatore. Ho aggiunto anche una piccola quantità di farina di riso, e insieme le due farine hanno dato alle tortine una consistenza un pò rugosa, ma piacevole in bocca.

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Ingredienti per 12 tortine:

80 g di burro

2 mele

80 g di zucchero

1 uovo

90 ml di succo di mela

90 ml di jogurt

180 g di farina di farro

40 g di farina di riso

mezzo cucchiaino abbondante di lievito per dolci in polvere

la punta di un cucchiaino di cannella (se piace)

zucchero a velo

Preriscaldare il forno a 180°  e imburrare la tortiera o le formine. Sbucciare le mele e tagliarle a piccoli cubetti. Mescolare insieme il burro, lo zucchero e la cannella, fino a renderli cremosi. Aggiungere l`uovo, il succo di mela e lo jogurt. Mescolare ancora e aggiungere poi le due farine e il lievito in polvere. Mescolare tutto e aggiungere poi i cubetti di mela. Riempire le formine o la tortiera e far cuocere per circa 20 minuti (le tortine) o per 45 minut (la tortiera), verificare la cottura con uno stecchino.

Togliere dalle formine e guarnire con zucchero a velo.

Le tortine sono buonissime mangiate tiepide

 

19 Marzo

 

Oggi ad Acquasparta c`è la fiera di san Giuseppe, dopo la fiera del 12 marzo scorso. Chissà perché due fiere uguali due settimane di fila..

Si comprerebbero i pesci rossi, se ancora fosse possibile.

Oggi, per tutti quelli a cui il pesce piace mangiarlo e non vederlo girare su se stesso in una boccia d`acqua torbida, per tutti quelli a cui piacciono gli esperimenti e le carote, per tutti quelli che hanno bisogno di calorie e di colori, c`è una torta di mandorle, cacao e carote.

La festa della donna

Il profumo della mimosa e le cene con le amiche e il pallido ricordo di quelle donne da cui tutto è iniziato e le rivendicazioni e i calcoli delle quote rosa o della differenza di retribuzione uomo/donna o del numero di donne in posti di potere, e le riflessioni sulla propria posizione nel mondo, anche nel proprio piccolo mondo, sono tutte condensate insieme oggi.

Tutto questo però non mi toglie il desiderio di provare in cucina qualcosa di appropriato alla giornata di oggi, per colore, per nome, per associazioni casuali e personali.

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