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La Biennale di Venezia e i Baicoli veneziani alla farina di farro

Avevo due amiche care con cui andai a Venezia per la biennale d`arte, col treno notturno e tanto entusiasmo.

Ci lasciammo guidare dai colori, odori e suoni di Venezia: la mattina presto le voci impastate di dialetto degli avventori del bar sotto la camera d`albergo,  le sfumature del cielo che si confondeva col mare e con i palazzi, le ombre dei vicoli stretti e inaspettati dopo gli slarghi luminosi e aperti.

Ricordo una sorprendente installazione cinetica alla biennale; lo scintillare di una testiera metallica disegnata da Alexander Calder, custodita alla Fondazione Peggy Guggenheim. Ricordo la quiete del giardino della fondazione Querini Stampalia, disegnato da Carlo Scarpa; ricordo le risate fatte davanti al complesso delle Zitelle, quasi fosse stato l`arrivo ad un nostro segreto e inconsapevole appuntamento.

Ricordo anche il sollievo di trovare in un vicolo stretto e imboccato a caso, un negozio di generi alimentari vero, senza scritte in inglese e trappole per turisti, con la signora al banco che serviva persone del posto e noi che curiosavamo tra quelle merci inaspettate.

Tra tutte le cose trovai una scatola gialla di latta piena di biscotti tipici veneziani, che si chiamano Baicoli. La comprai subito. Il giallo è il mio colore preferito. Ce l`ho ancora.

I Baicoli sembrano delle sottilissime fette biscottate, sono buoni e fragranti, da soli o accompagnati da cioccolata, marmellata o caffè. Avevo trovato qui una ricetta per farli a casa e l`avevo stampata e lasciata appesa, in attesa di trovare il tempo di farla.

Mio figlio guarda una trasmissione televisiva cosiddetta “del Topo”, in cui una volta alla settimana si spiega ai bambini qualcosa di interessante. Recentemente ha visto come si fanno le fette biscottate (SIC!) e, avendo visto la ricetta appesa in cucina da tempo, mi ha chiesto di farle insieme. C`abbiamo provato, è un processo un pò lungo, ma profumato, che abbiamo fatto in occasione dell`apertura della nuova Biennale!

Ho modificato la ricetta, sostituendo nel 2° impasto a 100 g di farina, 100 g di farina del nostro farro e il risultato è questo qui.

Li abbiamo mangiati a colazione con marmellate fatte a casa, tra cui quella di sambuco (la ricetta l`avevo trovata qui) che  abbiamo fatto durante l`estate, nonostante l`incredulitá dubbiosa di papà, che tra tutti noi, è il rappresentante strenuo delle tradizioni culinarie!

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